Docenti IRC

L’anima della scuola e il ruolo dell’insegnamento della religione

A convegno con il Cardinale Zuppi, Roberto Cetera e Rossella Barzotti

 

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L’anima della scuola è il tema della Giornata Residenziale degli IDR dello scorso 22 giugno, che riprende il titolo del libro di Roberto Cetera (giornalista dell’Osservatore Romano ed ex Idr) e Rossella Barzotti, psicologa, a Convegno con S.E. Cardinale Matteo Zuppi.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito sull’emergenza educativa, l’attuale crisi delle agenzie deputate alla formazione nel trasmettere ai giovani i valori universali portanti dell’esistenza. Una conseguenza è la scomparsa, nella scuola, di pratiche e spazi che promuovano la relazione educativa, l’anima della scuola per gli autori.

Nell’aula del Seminario c’è dibattito, il pubblico interviene e, seppur diverse, le idee dei relatori su un punto convergono: l’insegnamento della religione a scuola e i suoi insegnanti sono un’occasione di ripartenza. “Tutti riconoscono che l’IRC promuove un umanesimo culturale e dobbiamo confrontarci sulle tecnicità per estenderlo a tutti”, afferma Zuppi nel suo intervento né romano né bolognese, fatto di mezze parole e frasi interrotte come il miglior Troisi, che strappa una risata ma offre tante riflessioni: “Gli Idr hanno uno spazio unico per intercettare le sofferenze della quotidianità dei ragazzi, con le tante dipendenze, l’abbandono scolastico, la violenza nei rapporti, disagi che cavalcano la cronaca ma che i giovani non sanno a chi comunicare.

L’IRC privilegia l’educazione alla relazionalità, e può coprirli di senso e non di cerotti, trasmettendo speranza, con empatia e da grandi psicologi, attraverso la vostra materia ed esperienza di insegnanti in uscita, affinatori dell’arma della relazione per inserirvi nel contesto scolastico. Riempite gli studenti della fiducia nel futuro che trascende i limiti spazio-temporali, praticandola in luoghi di incontro autentici, e vi prego, chiedeteci spazi anche extrascolastici, per promuovere con loro esperienze di partecipazione dove realizzare un canto più bello delle sirene”.

Un intervento, quello di Zuppi, che ricorda anche significativi educatori cattolici come don Milani, a cui è dedicato il libro di Cetera che riporta l’esperienza in Israele, dove: “seppur di una minoranza, le scuole cattoliche sono tante e le migliori, insegnando senso di appartenenza e comunità, fiducia nella cultura come strumento di emancipazione sociale, recuperando l’anima della scuola e la tradizione della pedagogia sociale cattolica che affascina anche lì per l’originale idea di umanesimo”. Perciò, sostiene Barzotti: “va ampliato lo spazio scolastico dove più si pratica l’ascolto, smettendo di delegare i social a luoghi di aggregazione”.

A moderare e concludere la giornata è Gian Mario Benassi, direttore dell’Ufficio IRC, che sottolinea la centralità del docente, della sua vocazione e della colleganza che l’Ufficio stesso promuove con iniziative di incontro e confronto personali, anche questo un modo di fare scuola da estendere, perché più attento al suo software e non all’hardware (cit. degli autori), fatto di DSA, DSGA, burocrazia e formalità. (Giusy Ferro)

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