Il conflitto che genera amore
Amare, costruire, dare senso. La giornata di formazione per gli insegnanti di religione cattolica dell’arcidiocesi di Bologna ha avuto come tema “Accarezzare il conflitto: per una relazione pedagogicamente corretta”. L’incontro che si è tenuto venerdì 15 maggio al seminario arcivescovile di Bologna, rappresenta una tradizionale occasione di confronto, formazione e convivialità per tutti i docenti di Religione, dall’infanzia alla scuola secondaria.
L’incontro è stato introdotto da Gian Mario Benassi, direttore diocesano del’ufficio Irc, che ha ricordato il recente incontro degli IdR con papa Leone XIV in Vaticano, in occasione del Meeting nazionale promosso dalla Cei. Citando le parole del Papa, Benassi ha ricordato che “giovani, anche se a volte sembrano apatici, o insensibili, dietro una facciata di apparente indifferenza, in realtà spesso nascondono l’inquietudine e la sofferenza di chi “sente troppo” e in modo troppo intenso, senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta”.
Una inquietudine e sofferenza che gli insegnanti di religione di Bologna devono trasformare in occasione di incontro e dialogo. Per questo, la giornata di formazione è stata l’occasione per riflettere sulle relazioni in classe e la gestione dei conflitti, sotto la guida esperta di Ezio Aceti, noto psicologo e formatore.
Empatia, realtà e sostegno: sono le tre parole guida che per Aceti possono consentire agli insegnanti di “litigare bene per costruire relazioni vere”. L’empatia, per dimostrarsi vicini ai bisogni dei giovani, in particolare alle piccole e grandi sofferenze quotidiane, perché “siamo relazione”. Realtà, per non trovare facili scappatoie in giustificazioni che non tengano debitamente conto della verità dei fatti accaduti: “il vero genera gioia, e il falso tristezza”. Sostegno, per dimostrare fiducia nella capacità del giovane di superare le difficoltà, ricordando che “è sempre possibile ricominciare”.
In una società dove è entrato in crisi tutto quello che era solido, a partire dalla famiglia, Aceti ha sottolineato che i docenti dovrebbero seguire cinque regole relazionali: prendere atto dei pensieri dell’altro, costruire relazioni dove l’altro possa provare successo e non fallimento, dare senso e controllo della vita, essere degni di affetto e mostrare un’immagine di sé positiva. Solo in questo modo, il conflitto si trasforma in un’occasione di crescita perché “litigare bene significa costruire relazioni vere” ha concluso lo psicologo.
Il conflitto che genera relazioni vere e feconde è stato al centro anche dell’omelia di don Angelo Baldassarri, vicario generale per la sinodalità. Don Angelo ha ricordato ai docenti la figura di don Giovanni Fornasini, uno dei martiri di Monte Sole, a cui è dedicata la cappella del seminario. Don Angelo ha posto la figura del beato come modello: “Nella sua vita aveva avuto tante difficoltà: a scuola era stato bocciato, aveva avuto problemi di salute, da giovane aveva perso il padre. Ha trasformato le sue sofferenze in scuola per fare il bene. Lui bocciato aveva creato una scuola nel suo paese, lui ammalato visitava i malati, lui senza padre aveva fatto da padre a tanti bambini orfani”.
Nel pomeriggio, ampio spazio è stato dato al confronto tra docenti, che hanno condiviso esperienze didattiche, per arricchirsi reciprocamente. (Alessandro Giuseppe Porcari)

