Il nostro tempo è assetato di pace. I cinquantasei conflitti in atto sul pianeta coinvolgono milioni di persone. È un dato oggettivo, impossibile da interpretare diversamente da ciò che rappresenta: la sconfitta dell’umano.
Conflitti mediaticamente molto noti spesso oscurano realtà atroci e crude, perfide e disumanizzate, imbastite attorno alla trama del potere che da sempre ammalia quei pochi in grado di rovinare la vita di molti. “Dalla pace in classe alla pace nel mondo”: sembra poca cosa dinanzi alla disarmante realtà della guerra, ma la giornata di formazione conclusiva dell’anno scolastico 2024/25 vissuta dagli insegnanti di religione della diocesi di Bologna lo scorso 30 maggio presso il Seminario Arcivescovile ed organizzata dall’Ufficio per l’IRC, vuole essere un piccolo segno di ascolto e di attenzione per ciò che dà senso alla vita della comunità educante: il valore della persona umana. Di fronte all’antica legge bellica della totale cancellazione e dell’abolizione dell’altro nella sua dignità, la coscienza non può restare indifferente. La concretezza della carità, la disponibilità all’ascolto, la scommessa sull’educazione dei più giovani possono essere strade per costruire un altro presente, fatto di semi e segni di speranza e riconciliazione, di ponti di rispetto e comunione. In questa giornata, con al suo centro la celebrazione dell’Eucarestia, gli insegnanti hanno vissuto lo stile dell’ascolto e della lettura attenta dell’odierno storico, l’incontro con alcuni testimoni ed operatori di pace, impegnati come volontari proprio dove la pace è un amaro e lontano miraggio.
Frà Ignazio De Francesco ha suggerito uno sguardo intelligente sulla realtà, in grado di rileggere dal di dentro i fatti e di risvegliare la certezza che la pace sgorga dalla possibilità di conoscere l’altro e riconoscersi in lui come persona. Non c’è pace senza giustizia, non c’è futuro senza perdono: un monito che scandisce l’attesa di una possibilità in cui sperare, talvolta contro ogni speranza.
Marco Rodari, clown nelle zone di guerra, ha testimoniato che meraviglia e bellezza sono tra le prime emozioni a sparire dal viso di un bambino proprio negli anni in cui si ha fra le mani l’inalienabile diritto di sognare. La teoria, pertanto, da sola non basta. È anche importante dare voce all’esperienza di chi ha il coraggio di vivere da vicino il buio della guerra e sapere ciò che accade nei territori in cui il futuro è abraso dalla violenza e dai combattimenti. Il vento della pace deve irrompere lì dove si edifica il futuro.
Le aule, talvolta raggomitolate su se stesse, possono respirare la polvere delle macerie per diventare cantieri di ricostruzione di una comunità solidale. Gli insegnanti esplorano quotidianamente il mistero della vita che cerca la sua forma. Questa giornata ha raggiunto il suo obiettivo: ricordare ai docenti l’altezza e la profondità del loro compito di unire esperienze e significati, luci ed ombre dell’esistenza, che in ancora troppe zone del mondo smette di essere radiosa. (Andrea Miceli)
Materiale della Giornata:
Lara Calzolari ha presentato i seguenti file:
Laboratori Meraviglia e Bimbi della Guerra Elementari – 2025
Giornata della Meraviglia – Laboratorio Scuole
Operazione Colomba:
Intervento di Padre Ignazio:
Insegnanti religione Strategia pace
Video proiettato durante la giornata residenziale